Sebbene la psicoterapia sia un trattamento basato sul dialogo, non è come andare a prendere un caffè con gli amici e confidarsi i propri problemi. Contrariamente a quanto si crede, la psicoterapia non consiste nel dare consigli, consolare o distribuire fazzoletti. Di cosa si occupa la psicoterapia e da dove deriva la sua efficacia?
Una buona psicoterapia: cosa significa?
La psicoterapia non è uno studio dentistico, in cui il paziente è più un oggetto del trattamento che un partecipante attivo. Vale la pena ricordare che anche il miglior psicoterapeuta non farà tutto il lavoro per il paziente. Non è questo il senso della psicoterapia. Il paziente deve volere un cambiamento nella sua vita, mostrare impegno, altrimenti il terapeuta non sarà in grado di aiutarlo, anche se lui stesso è in piedi sulle punte.
Una buona terapia non lega il paziente al terapeuta, ma gli dà strumenti e senso di responsabilità per la propria vita. La psicoterapia non è come un caffè con un collega, perché il terapeuta cerca soprattutto di capire il paziente e di andare alla radice del problema. È una persona imparziale, in grado di guardare le cose con obiettività e di rimanere imparziale. Non si lascia coinvolgere dalle emozioni come fanno gli amici o i familiari.
Compiti e obiettivi del colloquio con il terapeuta
Il colloquio terapeutico aiuta a capire da cosa derivano i problemi attuali. Offre l’opportunità di affrontare gli schemi e le convinzioni ripetitive che rendono la vita difficile. Permette al paziente di valutare se vuole davvero cambiarli. E, in caso affermativo, in quale direzione dovrebbero andare questi cambiamenti. Una conversazione di comprensione ci permette di arrivare anche ai nostri blocchi.
Spesso ci accorgiamo di dover tornare indietro a certe esperienze e rivivere le emozioni e i sentimenti che le hanno accompagnate. Questo viaggio nel tempo permetterà al paziente di apportare cambiamenti nel presente. Anche eventi accaduti molti anni fa possono tenerlo intrappolato, provocare una certa incredulità in se stesso, nelle proprie capacità, non permettendo così di “andare avanti” in un determinato ambito della vita.
La conversazione terapeutica non ha quindi lo scopo di imporre le opinioni del terapeuta al paziente, ma di aiutarlo a capire se stesso. Un altro punto importante è la possibilità di sperimentare un nuovo tipo di relazione, che aiuterà a trascendere ciò che impedisce il cambiamento. Capire perché ci comportiamo in un certo modo è già molto, ma non è ancora sufficiente. È necessario che ci sia un ambiente favorevole per imparare ad affrontare il problema in modo diverso.

La terapia cognitivo-comportamentale nel trattamento delle dipendenze
La terapia cognitivo-comportamentale è una sintesi di due precedenti tradizioni terapeutiche: la terapia cognitiva e la terapia comportamentale. Le dipendenze comportamentali, invece, sono un nuovo gruppo di dipendenze psicologiche che comportano l’esecuzione compulsiva di alcune attività piacevoli. Eseguirle dà una sensazione temporanea di euforia e sollievo, ma provoca un bisogno ancora più forte di ripeterle. In questo modo si alimenta il circolo vizioso della dipendenza.
Tra le dipendenze comportamentali più comuni vi sono: lo shopaholismo, il gioco d’azzardo, la sovralimentazione compulsiva, l’ortoressia, il sessuofilia, il workaholismo, il webaholismo, il fonofilia, il cleptofilia, la tarnoressia, la bigoressia e molte altre. Per questi tipi di dipendenze si ricorre soprattutto alla terapia delle dipendenze – terapia cognitivo-comportamentale in combinazione con il dialogo motivazionale. L’obiettivo della psicoterapia è analizzare i comportamenti o le situazioni che favoriscono il comportamento in questione. Le abitudini dannose vengono quindi sostituite con nuove (buone) abitudini e il paziente apprende metodi efficaci per affrontare i problemi e le emozioni.
La psicoterapia cognitivo-comportamentale può essere effettuata durante una farmacoterapia concomitante, ma non è necessaria. Tutto dipende dal livello di dipendenza e dalle capacità del paziente in quella fase del processo terapeutico. La lotta contro la dipendenza dipende principalmente dalla volontà e dalla motivazione del tossicodipendente.
La struttura della psicoterapia cognitivo-comportamentale è chiara e trasparente. È orientata verso un obiettivo specifico. All’inizio, il terapeuta stabilisce con il paziente il numero di incontri e gli obiettivi. Il più delle volte questo tipo di psicoterapia è a breve termine. Tuttavia, può anche essere combinata con il modello della Gestalt. Si tratta di una scuola umanistica di assistenza terapeutica, che mira a espandere la coscienza umana.
Su cosa si basa il modello di psicoterapia della Gestalt?
Secondo la corrente della terapia della Gestalt, la fonte fondamentale dei problemi di una persona è costituita dai bisogni insoddisfatti nell’infanzia (ruolo speciale: amore, accettazione, sicurezza e rispetto). Nella terapia basata su questo modello, sono importanti i concetti di figura, che emerge nel corso della vita, omeostasi e blocchi energetici. Di grande importanza è il ciclo dell’autoregolazione e dell’esperienza secondo Zinker (che passa l’uno nell’altro: impressione, consapevolezza, mobilitazione energetica, azione, contatto, saturazione, ritiro).
Secondo la psicologia della Gestalt, nel corso della nostra vita si presentano davanti a noi figure di vario tipo. Può trattarsi, ad esempio, della fame quando guardiamo una serie televisiva, del desiderio di amore quando ci sentiamo soli o della perdita di una persona cara. Ogni volta, dallo sfondo della nostra vita (cioè dai vari eventi che ci accadono) emerge una figura. Secondo il modello di Zinker, per scomparire deve attraversare tutte le fasi. Dall’impressione (spesso inconscia) al ritiro dell’energia.
Alcune persone, tuttavia, hanno una sorta di vuoto energetico tra le fasi del ciclo. Purtroppo, in una situazione del genere, nessun lavoro, nessuna relazione, ma anche stare da soli in compagnia, porta piena soddisfazione.
Principi della terapia della Gestalt
La terapia della Gestalt consiste nel lavorare con le emozioni. Queste sono considerate la chiave per la comprensione di se stessi e lo scopo della terapia è quello di raggiungere la maturità. In questa corrente, la terapia non ha paura di sperimentare con il corpo e può assumere la forma della terapia psicodinamica. Durante la seduta, il terapeuta può chiedere al paziente di alzarsi, muoversi o toccare qualcosa. A volte ai pazienti vengono assegnati compiti a casa e, sebbene durante l’incontro tutta l’attenzione sia rivolta a ciò che accade nel presente, è fondamentale riconoscere quali figure non si sono ancora chiuse nella vita del paziente.
Perché andare in psicoterapia?
Nella fretta della vita è facile dimenticarsi di noi stessi, ma quei momenti in cui ci siamo dimenticati non ci permettono di dimenticare noi stessi. Spesso ci tengono bloccati nel passato e in situazioni inspiegabili, nella trappola di varie dipendenze e assuefazioni, impedendoci talvolta di andare avanti e di seguire la strada dei nostri sogni. La terapia sotto la guida di uno psicoterapeuta specializzato ci aiuta a comprendere noi stessi e le leggi che ci hanno plasmato. Ci aiuta ad arrivare ai problemi e ci dà gli strumenti per continuare a combattere qualsiasi sfida.
Il terapeuta è una persona emotivamente indipendente. Il suo ruolo non è quello di imporre la propria opinione, né di esprimere giudizi o dare consigli. Il compito del terapeuta è quello di aiutare ad andare alla radice di un determinato problema e di indicare possibili percorsi che aiutino il paziente non solo a trovare una soluzione, ma anche a liberarsi da vari blocchi mentali ed energetici che non gli permettono di realizzare i propri obiettivi, sogni, progetti o che costituiscono un ostacolo nella vita quotidiana.
Psicoterapia Gdynia: non siete soli
Invece di lottare da soli con i vostri problemi, optate per l’aiuto di un terapeuta qualificato che vi sosterrà con conoscenza ed esperienza. Ascolterà e cercherà di capire tutto ciò che è difficile, problematico o impegnativo per voi. Tutto ciò che lasciate nello studio del terapeuta non lascerà lo studio del terapeuta.
Attraverso una seduta di terapia, otterrete strumenti che vi daranno il controllo sulla vostra vita. Vi restituiranno un senso di responsabilità per la vostra vita e, soprattutto, vi permetteranno di respirare pienamente e di godere appieno della vita. Vi libererete dei blocchi energetici, forse farete un difficile viaggio nel passato, che però sfocerà in un bellissimo presente e riprenderete il controllo della vostra vita.
Concedetevi la straordinaria esperienza di un colloquio terapeutico che non solo vi permetterà di raggiungere voi stessi, ma vi darà anche gli strumenti per il futuro, affinché possiate superare i vostri limiti con coraggio, audacia e accettazione.

