Per un weekend in Georgia o per un trekking nel Caucaso

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Gina Chiellini
Gina Chiellini
Sono Gina Chiellini, una fervente sostenitrice dello stile di vita sano e del benessere integrale. Lavoro come redattrice per Brevi.eu, dove mi dedico alla ricerca e alla condivisione di consigli pratici su come migliorare la qualità della vita in modo sostenibile. La mia passione per il benessere si riflette nei temi che scelgo di esplorare, che vanno dalla psicologia del benessere, alla nutrizione, fino alla promozione di un ambiente di vita salutare. Credo fermamente nell'importanza di un approccio olistico alla salute, che consideri l'individuo nella sua totalità, e mi impegno a diffondere questa filosofia attraverso gli articoli che pubblico. La mia missione è ispirare i lettori a prendersi cura di sé in modo consapevole, incoraggiandoli a fare scelte più informate per il loro benessere.

Il Caucaso è magnifico e affascinante, lontano e vicino, con una ricca storia ma anche una vivace situazione geopolitica. Tutto questo ci fa venire voglia di andarci come destinazione turistica.

Di recente il Caucaso è diventato una destinazione sempre più interessante per i turisti polacchi. Il motivo principale sono le aspirazioni europee della Georgia che, attraverso la ricerca di alleati tra i Paesi del mondo occidentale e l’apertura al turismo, è diventata una porta d’accesso al Caucaso per molti polacchi.

Per un weekend in Georgia
Per un weekend in Georgia

Personalmente, consiglio in particolare il trekking in Georgia e Armenia. Grazie ai voli diretti dalla Polonia, è possibile raggiungere Tbilisi, Kutaisi, Batumi o Yerevan dopo circa 3,5 ore. Questo è paragonabile a un volo per la Scozia o il Portogallo.

La Georgia offre un’intera gamma di attrazioni ai turisti. Dalla storia del Paese, che risale all’antichità, alle moderne questioni geopolitiche della regione, passando per i magnifici paesaggi e le infrastrutture turistiche in dinamico sviluppo.

Il confine settentrionale della Georgia corre lungo la dorsale del Grande Caucaso. Lungo di essa si trovano paesaggi bellissimi e remoti come:

– la Tushetia, con un affascinante percorso di trekking da Omalo a Shatilia

– Kazbek – non la vetta più alta ma la più popolare della Georgia

– Gudauri – la capitale dello sci della Georgia

– Ossezia del Sud – una regione che non riconosce la sovranità di Tbilisi

– Svaneti – una magnifica regione di alta montagna con le città di Mestia e Ushguli e la vetta più alta della Georgia, il monte Shkhara, a 5068 m sul livello del mare.

– Abkhazia – una regione che non riconosce la sovranità di Tbilisi.

Trekking nel Caucaso
Trekking nel Caucaso

Il Kakheti, invece, è una famosa regione della Georgia occidentale da cui provengono grandi vini, con vigneti intervallati da panorami di alte montagne e paesaggi semidesertici.

Una delle regioni costiere è l’Adjaria. La sua capitale è Batumi, nota per la canzone delle Filippine sui campi di tè. Qui le colline del Caucaso minore, ricoperte di vegetazione subtropicale, entrano quasi nel Mar Nero.

Chi ha conosciuto la Georgia vorrà spingersi oltre nel Transcaucaso. Andranno sicuramente in Armenia, che, come la Georgia, ha un collegamento aereo diretto con la Polonia e non richiede un visto.

L’Armenia è il primo Paese al mondo ad aver adottato il cristianesimo come religione nazionale. Ciò avvenne nel 301. Da qui i numerosi e bellissimi monasteri medievali sparsi sul territorio.

Ovunque ci siano armeni ci sono anche i khachkar, croci di pietra riccamente decorate. In Armenia ce ne sono migliaia e se ne producono sempre di nuove.

L’emblema dell’Armenia è il Monte Ararat. È chiaramente visibile da molti angoli del Paese, compresa Erevan, ma è interessante notare che non si trova in territorio armeno, bensì in Turchia. Nel corso dei secoli, il territorio dello Stato armeno è cambiato e la montagna si trovava al centro della Grande Armenia.

L’Armenia è famosa anche per i siti che hanno diverse migliaia di anni, come Karahunj e Ughtasar.

Visitare l’Azerbaigian o la Russia è un po’ più impegnativo per il turista polacco a causa della mancanza di voli diretti per questi Paesi, ma anche a causa dell’obbligo di visto.

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